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Associazioni e split payment

Le associazioni senza scopo di lucro che hanno optato per il regime di favore della L.398/1991 debbono affrontare la dura realtà dello split payment.

Questi soggetti  determinano il versamento dell’imposta un maniera forfettaria, applicando le disposizioni previste dal sesto comma dell’art.74 del DPR 633/72. L’iva da versare è forfetizzata ordinariamente con l’applicazione della detrazione del 50% dell’imposta relativa alle operazioni imponibili.
Il dispositivo dello split payment prevede che per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli enti pubblici come indicati nella C.M. 1/E/2015 l’imposta sia versata in ogni caso all’Erario dagli enti stessi, corrispondendo al fornitore quanto dovuto al netto dell’IVA.
Cosa avviene con l’emissione di fattura di un’associazione assoggettata allo split payment verso un ente pubblico che non prevede quindi la liquidazione dell’imposta all’associazione dell’imposta evidenziata in fattura? Semplice, per l’associazione che ha optato per il regime di favore previsto dalla L. 398/1991 subirà un danno economico, poiché perderà il ricavo che sarebbe derivato dal 50% dell’iva che avrebbe trattenuto, mentre per l’erario si configura un indebito arricchimento!
Si presenterebbero pertanto evidenti estremi di illegittimità. Sarà opportuno avere al più presto chiarimenti in proposito.
Tuttavia, pare che allo stato attuale sia in corso presso l’Agenzia delle Entrate un’analisi approfondita di questa particolarità al fine di poter applicare una corretta interpretazione delle norme che coinvolgano i regimi forfettari.

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