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Calcio, 6 miliardi la crisi dei top causa Covid

Dal rapporto KPMG, società specializzata nella consulenza manageriale, emerge che il COVID-19 ha prodotto un grave impatto sul valore delle top squadre di calcio d’Europa, che dopo una crescita registrata negli ultimi 6 anni, il valore d’impresa aggregato delle 32 squadre dell’élite del calcio europeo è calato di 6,1 miliardi di euro, (-15%) rispetto al 2019.

In vetta si conferma il Real Madrid, decima la Juventus. L’Atalanta entra nell’élite. Il Real Madrid, con un valore di 2,909 miliardi di euro, davanti a Barcellona con 2,869 miliardi che supera il Manchester United 2,661 miliardi e si posiziona al secondo posto. La Juventus torna tra le prime 10, scavalca con un valore d’impresa di 1,480 miliardi di euro prendendo il posto dell’Arsenal con 1,445 miliardi, che a sua volta ha perso sei posizioni, mentre per la prima volta entra nel ranking l’Atalanta in 24esima posizione con un valore d’impresa di 364 milioni di euro.

Nella top10, il Paris Saint-Germain è salito in ottava posizione, superando il Tottenham.

Atalanta, Marsiglia e Fenerbahçe sono entrate nelle prime 32 posizioni al posto di West Ham United, Athletic Club Bilbao e Beşiktaş.

Le entrate derivanti dai diritti radiotelevisivi e dal botteghino sono state influenzate in misura maggiore dalla pandemia, mentre i ricavi commerciali sono leggermente aumentati, principalmente grazie agli accordi firmati prima dell’inizio della crisi sanitaria.

Solo sette dei primi 32 club hanno registrato un utile netto, rispetto ai 20 club dell’anno precedente.

A causa degli impatti causati dalla pandemia di COVID-19 e, le forti restrizioni e la chiusura degli stadi in tutto il continente, tutti i 29 club protagonisti anche della classifica dello scorso anno hanno registrato una diminuzione annuale del loro valore d’impresa. Il valore complessivo delle 32 squadre di calcio europee più importanti è sceso a 33,6 miliardi di Euro, il 15% in meno rispetto all’anno precedente, con un decremento di 6,1 miliardi di Euro.

Mentre l’anno scorso i primi tre club avevano aumentato il loro valore, il Real Madrid dell’8%, il Barcellona del 19% e il Manchester United del 4%, quest’anno le stesse società hanno visto una flessione rispettivamente del 16%, 10% e 20%.

L’impatto della pandemia è evidente anche nella redditività dei club: nel 2020 solo sette dei primi 32 club europei hanno registrato un utile netto, rispetto ai 20 del 2019.

Analisi del quinquennio. Nonostante il calo del 15% del valore d’impresa causato dal COVID-19, dal 2016 a oggi i 32 club hanno aumentato il loro valore aggregato del 27%. La Juventus riflette questo andamento con una crescita del 51% del valore d’impresa dal 2016. L’Inter ha registrato la maggior crescita percentuale negli ultimi 5 anni (+120%), mentre il Milan è il club che ha subito la riduzione maggiore nello stesso periodo, con una flessione del 22%, superiore a quella registrata dallo FC Schalke 04 (-20%) e dall’Arsenal (-13%).

La crisi pandemica non ha risparmiato anche il valore dei cartellini dei giocatori: il prezzo di mercato aggregato dei 500 giocatori con il valore economico più alto è diminuito del 10% tra febbraio 2020 e aprile 2021.

Tutt’altro che incoraggianti i dati sui risultati netti per la stagione 2019/2020: gli 80 club, tra cui tutti i top europei del calcio, che hanno reso pubblici i loro dati finanziari, hanno registrato una perdita netta aggregata di 2,04 miliardi di Euro.

Inoltre la negativa realtà sanitaria mondiale, al di là della precaria situazione finanziaria, ha evidenziato ulteriormente la profonda crisi in cui versano i sistemi di business dei club di calcio e le loro strutture.

 

Fonte: Rapporto KPMG

KPMG-The-European-Elite-2021

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