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La Cassazione su lavoro sportivo e Inail

A seguito di verbale di accertamento da parte dell’Inail ad una palestra gestita da una associazione sportiva dilettantistica, veniva richiesto il pagamento del premio al presidente ed al vicepresidente entrambi soci per l’attività svolta nei confronti dell’Associazione. Il verbale veniva impugnato.

La Corte d’appello affermava che nella fattispecie mancava la prova che l’attività fosse svolta solo a favore di appartenenti all’associazione, ma che nell’atto costitutivo si faceva riferimento a proventi derivanti da attività economiche e che in fase di dichiarazioni rese in sede ispettiva il legale rappresentante aveva parlato di clienti e che in definitiva era irrilevante che lo statuto definisse l’attività senza fine di lucro.

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 17790 del 26-08-2020, ha ritenuto legittimo l’obbligo del pagamento del premio Inail. Ribadendo tra l’altro che le agevolazioni tributarie a favore delle associazioni non lucrative dipende non dall’elemento formale della veste giuridica assunta, ma dall’effettivo svolgimento di attività senza fine di lucro, il cui onere probatorio incombe sulla contribuente e non può ritenersi soddisfatto dal dato del tutto estrinseco e neutrale dell’affiliazione alle federazioni sportive ed al Coni.

Fonte: Euroconference News – 2 Settembre 2020 – Il lavoro sportivo e Inail

Cassazione ordinanza n. 17790 del 26-08-2020

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