Chiama

0142.78.16.15

Email

info@federgest.it

Lo sport al tempo del Covid-19: calcio, ciclismo, tennis, atletica, sci, vela, fermati 200 grandi eventi

Tutto cambia nell’anno del Sars-CoV-2 o quasi. Annullate le ultime gare della Coppa del Mondo di sci, comprese le Finali di Cortina, rinviato il Campionato Europeo di Calcio, cancellati vari Campionati Italiani tra i quali: basket, rugby, volley, chiusa anzitempo la stagione per Eurolega ed EuroCap di basket. Dovrebbe riprendere il calcio con la Serie A con molte incertezze. Il Golden Gala di atletica programmata a Napoli rinviato forse a settembre. Fermi i tornei ATP di tennis, in dubbio gli Slam. Il ciclismo dopo aver sospeso tutta l’attività a marzo avrà un calendario totalmente rivoluzionato con Tour e Giro Ciclismo a settembre e ottobre. Nel mondo dei motori, molte cancellazioni e tanti rinvii con la speranza di riprendere durante l’estate. Il danno economico è incalcolabile, solo a fine anno si potrà fare una valutazione attendibile.

Fonte: Il sole 24 Ore Sport – 23 Maggio 2020

GARE INTERNAZIONALI IN EUROPA

Calcio, sci, vela, ciclismo, tennis: lo sport teme l’alt a 200 grandi eventi

Il 14% delle competizioni è già annullato, il 50% rinviato e il 23% in attesa di conferma. Tennis a Roma forse in autunno. A Cagliari niente World Series

di Giacomo Bagnasco e Gianni Menicatti*

Le finali di Coppa del Mondo di sci alpino? Annullate. Il campionato europeo di calcio? Spostato in avanti di un anno? Il Golden Gala di atletica in programma a Napoli? Forse a settembre si farà. Le final four europee di volley e basket maschile? Rinviate. La Milano-Sanremo di ciclismo? Altro che classica di primavera, quest’anno un calendario completamente rifatto la piazza a sabato 22 agosto. E il mondo dei motori con la Formula Uno, la FormulaE, i rally, la MotoGP? Tra tanti rinvii e qualche cancellazione si conta di (ri)partire in estate.

Tutto, o quasi, cambia nell’anno del Covid-19. E lo sport non può che essere coinvolto. Mentre per i campionati nazionali di calcio l’obiettivo è uno sprint pieno di ostacoli per provare a salvare la stagione, ci si misura con le difficoltà legate agli eventi internazionali (230, per quasi 600 giornate-gara) che erano stati programmati nella sola Europa per il 2020. Solo il 13% – rileva uno studio condotto da PtsClas per Il Sole 24 Ore, che fa il punto della situazione al 30 aprile – si era già concluso prima dello stop imposto dall’emergenza sanitaria. Per il resto il 14% degli appuntamenti previsti è stato annullato (ma sembra inevitabile che il numero aumenti), il 50% ha subìto un rinvio e il 23% è in attesa di conferma.

Più colpite atletica, maratone, calcio e moto

Le caratteristiche «stagionali» hanno favorito gli sport invernali, che hanno concluso regolarmente l’80% delle gare in programma. Il rugby a più alti livelli ha raggiunto il 69%: per il Sei Nazioni sono state giocate 11 partite su 15 e le altre sono rinviate; salta invece la fase finale di Champions Cup a livello di club. All’estremo opposto, nel Vecchio Continente quattro macro aree sportive (atletica-maratone, calcio, motociclismo e tennis) sono a zero manifestazioni andate in porto. Molte, peraltro, sono quelle che erano originariamente fissate nei mesi da maggio a dicembre, cioè in buona parte da confermare.

L’indagine considera anche la eventuale distribuzione degli eventi su più nazioni: così ogni partita dell’Europeo di calcio vale un «punto», visto che il campionato si doveva svolgere in 12 Paesi diversi, con semifinali e finale a Londra. Proprio questi match avrebbero dato al Regno Unito una spinta decisiva nella volata a cinque per aggiudicarsi il titolo di Paese europeo con il maggior numero di appuntamenti sportivi internazionali (31) nell’anno in corso. Tra questi si registra, per esempio, il rinvio al 4 ottobre della maratona di Londra, con un giro d’affari da 300 milioni di sterline. L’Italia – a quota 27 – è al secondo posto, seguita a 21 dall’accoppiata Germania-Spagna e a 20 dalla Francia, che ha già cancellato il 25% degli eventi.

Nel nostro Paese erano previste in tutto 92 giornate-gara spalmate su 11 sport. Con il ciclismo in testa grazie al Giro d’Italia, alla Tirreno-Adriatico e ad alcune corse di un giorno: tutto rinviato ad altra data. Al comando Lazio e Lombardia sono appaiate con il 16% di giornate-gara in programma. Subito dopo il Trentino Alto Adige con il 14%, seguito da Veneto e Sardegna, entrambe all’11 per cento.

I conti «reali» si potranno fare solo verso la fine dell’anno. Per ora tante situazioni restano in bilico. Sul fronte tennistico gli Internazionali d’Italia in programma a Roma sono stati spostati da maggio a settembre-ottobre: in una settimana fatturano oltre 30 milioni di euro ed è chiaro che si farà ogni sforzo per tentare di portarli a termine.

Invece, Cagliari ha dovuto rinunciare a una «prima volta» di grande appeal: a fine aprile doveva ospitare le World Series di vela, valide come eliminatorie per la America’s Cup. Erano attesi in acqua scafi come Luna Rossa e Team New Zealand, detentore del trofeo, e si prevedeva l’arrivo tra i 25mila e i 50mila appassionati da tutto il mondo.

Resta possibile, infine, la disputa di Italia-Inghilterra per il Sei Nazioni di rugby. Il match è rinviato all’autunno, ma se si giocasse a porte chiuse sfumerebbe un incasso da 2 milioni di euro.

*Gianni Menicatti è un ricercatore di PtsClas

Riproduzione riservata ©

Federgest srl