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Prevenzione e contrasto all’evasione, linee guida per il 2016

“L’evasione fiscale, come da più parti sottolineato, è un grave problema per il Paese, toglie risorse importanti, altera la libera concorrenza e distorce le scelte economiche, creando inefficienze nel mercato e  situazioni di non equità.”

Questa è la premessa della circolare 16/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate riguardante gli indirizzi operativi per il 2016 per laPrevenzione e contrasto all’evasione.

Si tratta in sostanza di un contenuto di buoni propositi, il linguaggio è molto scorrevole e a volte anche accattivante e promozionale, al di fuori del formalismo degli anni precedenti, facendo persino riferimento al messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica.

Viene rimarcato che per raggiungere gli obiettivi di contrasto all’evasione è indispensabile, attraverso un uso appropriato delle banche dati a disposizione, il coordinamento con le altre strutture istituzionali, come le Procure della Repubblica, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’Inps, la Siae, l’Inail, Equitalia e gli enti territoriali, per mettere a punto strategie comuni.

La disegno dell’Agenzia sarà quella di anteporre all’accertamento un’accurata selezione delle categorie di contribuenti, delle attività e dei territori in cui operano, delle situazioni a più alto e diffuso rischio di illeciti,  per poter intervenire soltanto quando il pericolo di evasione e elusione è concreto.

Le verifiche dovranno essere finalizzate alla definizione della pretesa tributaria, garantendo l’effettiva partecipazione del contribuente al procedimento di accertamento.  Il contraddittorio diventa centrale per la compliance e dovrà essere considerato un momento significativamente importante del procedimento e non semplicemente un adempimento formale.

La circolare non si sofferma sui singoli settori di intervento, ma comprende un’ampia e generica panoramica, per macro aree per attività di contrasto e prevenzione dell’evasione. Ne fa eccezione il “terzo settore”, di cui si riporta integralmente il passaggio:

Con riferimento al “terzo settore” è necessario che l’analisi del rischio in materia sia eseguita con la massima cura, utilizzando anche gli specifici applicativi disponibili, in modo da ottenere una selezione mirata a individuare i soggetti che apparentemente si presentano come “non profit”, ma in realtà svolgono vere e proprie attività lucrative in settori tipicamente commerciali, come la somministrazione di alimenti e bevande,l’organizzazione di viaggi, l’intrattenimento e spettacolo, ecc.. Particolare attenzione, inoltre, dovrà essere rivolta ai soggetti che pongono in essere transazioni immobiliari sospette o frodi mediante l’utilizzo di false fatturazioni.

Pertanto, occorre evitare di perseguire situazioni di minima rilevanza economica e tenere comunque conto del contesto sociale in cui operano, come nei casi, ad esempio, in cui l’attività istituzionale sia rivolta ad anziani, a soggetti svantaggiati oppure riguardi la formazione sportiva per ragazzi (scuole calcio, tennis, pallacanestro, ecc.).”

In conclusione si evidenzia che mentre non viene quasi mai citato il redditometro, si indicano come mezzi essenziali alla lotta all’evasione gli studi di settore, contrariamente a quanto poteva essere auspicabile supporre, risultano essere ancora un valido strumento in mano all’Amministrazione finanziaria.

FiscoOggi.it evasione prevenzione e contrasto le linee guida per l’anno 2016 (28-04-2016)

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