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Sono assoggettati a tassazione i rimborsi spese forfettari del volontariato

A seguito di accertamento ad un’associazione di volontariato venivano qualificati compensi, anziché rimborsi spese, le somme erogate ai propri associati e conseguentemente veniva recuperata a tassazione la relativa ritenuta alla fonte art. 23 Dpr 600/1973.

Dopo i vari altalenanti gradi di giudizio il ricorso giungeva al vaglio della cassazione, la quale Corte con ordinanza 23 novembre 2015, n. 23890, stabiliva che in assenza di documentazione, sono qualificati come compensi le somme erogate agli associati da parte di un’associazione di volontariato nel rispetto dell’articolo 2 della Legge 11 agosto 1991, n. 266 sul volontariato, così riportato: 

1. Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.

2. L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.

3. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.

Pertanto con la citata ordinanza la Corte di cassazione confermava la pretesa del fisco poiché:

  • sono qualificabili come compensi, da assoggettare a tassazione, gli esborsi erogati dalle associazioni di volontariato ai propri associati quali rimborsi forfettari, perché, anche se le spese sono state effettivamente sostenute dai percettori, occorre sempre provare la precisa individuazione di ciascuna
  • non è possibile procedere a rimborsi forfettari neppure in presenza di importi esigui, indipendentemente dalle modalità di pagamento utilizzate, perché occorre sempre documentare le spese in base alle quali i rimborsi vengono erogati
  • ai fini fiscali, non è decisiva la circostanza che le somme erogate ai volontari siano di importo superiore a quello stanziato nel bilancio preventivo dell’associazione e ciò vale anche nel caso in cui nel bilancio preventivo siano stati indicati limiti di massimale di rimborso per singolo associato, complessivi o frazionati in tipologie di spese ricorrenti.

Alle associazioni di volontariato non resta che prestare la massima attenzione a come vengono “retribuiti” i propri associati avendo particolare cura alla presenza, tenuta e conservazione della documentazione opportuna.

Per approfondimenti:

Cassazione ordinanza 2389-2015

fiscooggi.it volontariato vanno tassati i rimborsi spese forfettari

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