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Sponsor, opportune prove solide dell’attività della ASD

Nel caso in cui l’Ufficio produca valide ragioni presuntive per la contestazione di costi sostenuti, il contribuente dovrà provare la consistenza delle operazioni confutate esibendo motivazioni che devono andare oltre alla formale regolare tenuta della contabilità e alla correttezza dei pagamenti.

Inoltre per valutare l’antieconomicità di una sponsorizzazione si deve fare riferimento al volume d’affari dell’azienda e non dell’utile. Questo è quanto scaturito dalle sentenze 111/10/2015 e 112/10/2015 dalla Ctr di Bologna.

Il caso

A seguito di indagini svolte dalla polizia tributaria ad alcune associazioni sportive dilettantistiche, ritenute emittenti di fatture di operazioni inesistenti, ne scaturiva un avviso di accertamento nei confronti di una snc e dei relativi soci con conseguente recupero dell’Irpef, contestando la detrazione di fatture emesse dalle associazioni ritenute “cartiere”; inoltre l’ufficio riteneva la detrazione antieconomica poiché il costo sostenuto per le spese di pubblicità erano superiori al reddito conseguito dalla società.

Il contribuente ricorreva ai giudici di primo grado che accoglievano solo parzialmente la tesi difensiva. In seguito l’ufficio si appellava.

La sentenza

La Ctr in constatazione che l’Ufficio ha dato ampia dimostrazione che i fornitori di servizi erano ASD riconducibili ad un’unica gestione e che permaneva legittimo dubbio di fatture false o sovrastimate negli importi effettivamente trattenuti per le prestazioni effettivamente svolte, può ritenersi verificata l’inversione della prova il capo al contribuente, che non potrà ritenere sufficiente l’emissione delle fatture, la tenuta della contabilità e i mezzi di pagamento utilizzati per dimostrare che i servizi siano effettivamente svolti, citando in merito le sentenze della Corte di Cassazione: 24429/2013,12802/2011 e 15228/2001.

I giudici rilevano che il contribuente nelle sue memorie ha prodotto i contratti di sponsorizzazione, le fotografie del cartellone pubblicitario esposto a bordo campo, la fotografia del pulmino dell’associazione calcistica riportante i logo dello sponsor, gli opuscoli di tornei giovanili e le fotografie della prima squadra partecipante al campionato di promozione Figc riportante il marchio della società. Questi elementi sono prova dei servizi pattuiti nei contratti di sponsorizzazione pertanto, i giudici, ritenevano caduta la tesi dell’Ufficio del trovarsi di fronte a operazioni oggettivamente inesistenti. Per quanto riguarda l’obiezione sempre da parte dell’Ufficio di antieconomicità delle operazioni di sponsorizzazioni poiché il costo della sponsorizzazione è risultato essere superiore all’utile dichiarato, la Ctr afferma che Tale affermazione, pur se esatta, non è pertinente. L’eventuale antieconomicità di una operazione pubblicitaria va parametrata, … al fatturato aziendale e non all’utile…la società può decidere quale budget pubblicitario adottare sulla base alla percentuale di mercato che vuole acquisire.

La Ctr di Bologna accoglie l’appello del contribuente e respinge l’appello incidentale dell’Ufficio, condannandolo alla rifusione delle spese.

Ctr Bologna 111 10 2016

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