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Terzo settore, la mappa delle attività finanziabili per il 2020

Definite, per il 2020, le aree di intervento e le attività finanziabili attraverso le risorse per il Terzo settore. Contrasto alla povertà, agricoltura sostenibile, salute e benessere, educazione, uguaglianza di genere. Sono solo alcuni degli obiettivi cui saranno destinati i fondi che per il 2020 ammontano a 50.960.000 euro.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi – 8 aprile 2020

Terzo settore, definita la mappa delle attività finanziabili per il 2020

di Martina Manfredonia e Gabriele Sepio

Definite, per il 2020, le aree di intervento e le attività finanziabili attraverso le risorse per il Terzo settore (articoli 72 e 73 del Dlgs 117/2017). Contrasto alla povertà, agricoltura sostenibile, salute e benessere, educazione, uguaglianza di genere. Sono solo alcuni degli obiettivi cui saranno destinati i fondi che per il 2020 ammontano a 50.960.000 euro.

Le risorse saranno suddivise tra iniziative e progetti di rilevanza nazionale e locale (cui saranno assegnati rispettivamente 12.630.000 e 28 milioni di euro) e, in parte, destinati a contributi per l’acquisto di autoambulanze/beni strumentali (euro 7.750.000) e contributi annuali per gli enti associativi (euro 2.580.000). Sul piano operativo, il finanziamento dei progetti risponde all’esigenza di sostenere iniziative in grado di assicurare interventi coordinati e omogenei su parte rilevante del territorio nazionale e, al contempo, di aiutare finanziariamente anche enti di dimensioni più ridotte, ma radicati nelle zone di riferimento, che possono garantire un soddisfacimento mirato dei bisogni locali.

Le iniziative di rilevanza nazionale dovranno essere promosse da organizzazioni di volontariato (Odv), associazioni di promozione sociale (Aps) e fondazioni del Terzo settore iscritte nel Registro unico (Runts) – anche in partenariato tra loro o attraverso le reti associative – e prevedere lo svolgimento di attività in almeno 10 regioni. Mentre quelle locali potranno essere promosse solo da Odv e Aps e rispettare le caratteristiche ed i requisiti individuati da Regioni e province autonome.

A beneficiare di tali risorse per quest’anno, nelle more dell’istituzione del Runts saranno Odv e Aps iscritte nei rispettivi registri e fondazioni dotate della qualifica di Onlus. Mentre a regime, secondo i dati forniti dal ministero del Lavoro, le misure potrebbero interessare circa 350mila enti non profit (dati Istat rilevazione del 31 dicembre 2017). Si tratta, del resto, di un settore in continua espansione, con tassi di crescita superiori a quelli delle imprese profit, che impiega più di 844.775 dipendenti e oltre 5 milioni e mezzo di volontari. I settori maggiormente interessati dall’attività degli enti sono la cultura, con più di 220mila enti, seguito da assistenza sociale, istruzione e sanità.

Restando in tema risorse finanziare va detto, invece, che il terzo settore sembra essere ricompreso solo in parte nelle misure adottate dal governo con il decreto legge approvato il 6 aprile. Le disposizioni relative all’accesso al credito e al sostegno alla liquidità, infatti, sebbene destinate alle imprese in base al numero di dipendenti e al fatturato, richiamano la definizione contenuta nella raccomandazione della Commissione Europea n. 2003/361/CE. Questo significa che solo una parte del non profit potrebbe accedervi. Si tratta, oltre che delle cooperative e imprese sociali anche degli enti che svolgono attività economica. Resta esclusa un’ampia parte del non profit che pur non svolgendo attività qualificabile come economica impiega dipendenti e risorse per svolgere attività di interesse generale.

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