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Tracciabilità ed estratto conto per la ASD

Le agevolazioni previste per le ASD, non possono essere disconosciute nel caso in cui sul conto corrente bancario o postale per le operazioni superiori a mille euro non sia possibile identificare i dati del percipiente o dell’erogante e relative causali, in considerazione che la norma non prevede indicazioni, in merito alla tracciabilità dei pagamenti. Lo stabilisce la sentenza della Corte di Cassazione n. 16751 del 9 agosto 2016.

Il caso

Da una verifica dell’Amministrazione finanziaria ad una associazione sportiva dilettantistica risultava che la stessa aveva tenuto il conto corrente bancario in difformità di quanto previsto dalla L. n. 133 del 1999, articolo 25, comma 5, in materia di tracciabilità delle operazioni finanziarie, a causa di carenze di notizie che non consentivano lo svolgimento dei necessari accertamenti e controlli, poiché dall’estratto conto non risultavano identificabili i dati del percipiente o dell’erogante e le origini di tali movimenti. L’ASD impugnava tale interpretazione. Nasceva un contenzioso che giunge in Cassazione.

La sentenza

La Suprema Corte entrando nel merito, rimarca che l’art. 25, comma 5 della L. 133/1999, sia nella formulazione attuale che in quella previgente prevede che i pagamenti a favore di società, enti o associazioni sportive dilettantistiche e i versamenti effettuati, se di importo pari o superiore a 1.000 euro, sono eseguiti tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli. All’articolo previgente con la modifica apportata dall’art. 19 del DLgs. 158/2015, in vigore dal 1° gennaio 2016, è stata estromessa la decadenza dall’applicazione della L. 398/91, in relazione al mancato rispetto dell’applicazione del citato art. 25, mantenendo invariata la sola sanzione amministrativa. La norma null’altro aggiunge ai fini della tracciabilità di tali corrispettivi, pertanto i rilievi sollevati dal fisco risultano estranei al suo perimetro dispositivo e non sono ex se deducibili quale fonte di innesco dell’attività accertatrice se alla rilevata deficienza di essi non segua pure la dimostrazione del pregiudizio sofferto dall’attività di controllo”.

In sostanza la Cassazione fermo restando che le registrazioni riportate sui conti correnti bancari e postali nella disponibilità dell’ente debbono poter assicurare l’esatta conoscibilità dell’apparato contabile che ad esso fa capo, in modo da porre l’amministrazione nella condizione di poter esercitare efficacemente la propria potestà di verifica, rileva che l’incompletezza dei dati emergenti in sede di analisi sui conti, quando già non porti a prefigurare una più’ estesa condotta illecita, deve essere valutata in questa prospettiva e obbliga perciò l’amministrazione di provare di non aver potuto espletare un’efficace attività di controllo. In assenza di quanto rimarcato il fisco non potrà disconoscere ad un’associazione sportiva dilettantistica i benefici previsti dalla dall’art. 25.

Cassazione 16751-2016

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